DA ARGILLA A CERAMICA – LA TRASFORMAZIONE IN COTTURA

Come cuocere la ceramica?

In molti mi avete scritto chiedendo come si può cuocere la ceramica, o se la ceramica si può cucinare a casa, la risposta in questo articolo!

I cambiamenti di trasformazione che coinvolgono l’argilla nella sua trasformazione da impasto morbido a manufatto in ceramica sono suddivisi in vari passaggi:

Argilla plastica

Per iniziare a lavorare l’ argilla , occorre che sia morbida, vale a dire che abbia una consistenza ed umidita’ che permetta di manipolarla e darle una forma.

Per far questo, esistono varie tecniche di modellazione per creare un oggetto.

Durezza cuoio

Dopo aver plasmato e dato forma al nostro oggetto , occorre portarlo ad uno stato detto durezza cuoio, nel quale si raggiunge un grado di asciugatura che fa si che l’oggetto non sia piu’ modellabile , e questo permettre di poter eseguire la rifinitura necessaria prima di poterlo cuocere. E’ importantissimo sapere che il grado di rifinitura che diamo al nostro oggetto crudo, lo ritroveremo quando uscira’ dal forno cotto.

Secca

Quando l’oggetto e’ rifinito occorre lasciarlo asciugare nel modo più uniforme possibile, lontano da fonti di calore o da zone dove ci siano diverse temperature, questo per evitare un’asciugatura disomogenea che possa procurare tensioni l’argilla e quindi la formazione di crepe o rotture. Questa fase e’ fondamentale per un motivo molto importante. Se mettiamo un oggetto non perfettamente asciutto in forno, quasi sicuramente scoppierà, procurando danni anche agli altri oggetti. Il tempo di asciugatura dipende dalle condizioni ambientali, occorre lasciargli tutto il tempo di cui ha bisogno. Il cambio di tono dell’argilla, da scuro a più chiaro aiuta a seguire la progressione di questa fase.

Cotta (biscotto)

Siamo ora pronti a cuocere il nostro manufatto. Questa è una fase di passaggio durante la quale l’argilla subisce trasformazioni chimiche e fisiche che portano alla realizzazione di un oggetto di ceramica con le caratteristiche di consistenza e durezza . Per innescare i processi trasformativi occorrono temperature molto alte e tempi molto lunghi, nell’ordine di otto/dieci ore, per cui sono necessari appositi forni, rivestiti con materiali coibentanti e refrattari . Il forno di casa non è adatto, perché non può raggiungere tali temperature. Questa viene denominata prima cottura e realizza un oggetto che solitamente si definisce biscotto.

Invetriatura

Il biscotto ha ora caratteritiche di porosita’ o compattezza a seconda del tipo di impasto utilizzato, e solitamente necessita di un rivestimento, soprattutto se si tratta di un oggetto d’uso, che conferisca una ulteriore protezione, oltre che valore estetico. Si tratta di ricoprire la superficie con prodotti detti smalti o cristalline, composti colorati o trasparenti a base vetrosa, che conferiscono delle caratteristiche di impermeabilita’ e lucidita’. Il composto viene utilizzato solitamente allo stato lquido e d esistono svariate tecniche di rivestimento.

Seconda cottura

Successivamente e’ necessaria una seconda cottura, che permette al rivestimento di aderire in maniera definitiva al supporto, vale a dire al nostro manufatto. Questa coesione, derivando da processi chimici irreversibili porta alla realizzazione dei manufatti ceramici.

I processi descritti sono quelli che nel tempo sono stati utilizzati dai tutti i ceramisti.

Spero di aver chiarito in questo post tanti vostri dubbi e che questo articolo sia la risposta a questo tipo di dubbi!

Domani ore 17:00 su youtube farò un live dedicato a questo specifico argomento, un viaggio panoramico verso la trasformazione dell’argilla vi aspetto!

Buono studio ceramisti!

Daniela e Chiara

One Comment

  1. riccardosi says:

    Relazione interessante ed esauriente, sicuramente un valido stimolo e guida per tanti neofiti.

    Anch’io ne traggo ausilio.
    Grazie
    Riccardo

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